Armando Scaturchio

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Negli ultimi decenni dell’Ottocento a Dasà, un borgo calabrese alle spalle di Vibo Valentia, c’era una piccola pasticceria a conduzione familiare, che produceva soprattutto in occasione di feste e matrimoni.



Alla fine dell’Ottocento Pasquale e Francesco Scaturchio si trasferirono Napoli, non più capitale del Regno, ma ancora luogo attento alle novità e in grado di premiare la qualità.


Nel 1903 Pasquale apre una pasticceria in via Portamedina 22, oggi ancora gestita dai suoi eredi, mentre Francesco si intesta in via Toledo 401 una pasticceria e fabbrica di cioccolato.


In quell’epoca si prepara tutto in casa, anche i semilavorati: la frutta candita, il naspro, le bevande il latte di mandorla, sciroppo di orzata, di amarena, la pasta di mandorle, la pasta reale, gli impasti vengono fatti a mano, senza ausilio di macchine. Nella bottega di Pasquale la tradizione e la passione familiare è stata trasmessa di padre in figlio, Pasquale la trasmise a Armando, che a sua volta la trasmise a Pasquale maestro pasticcere che rappresentò la tradizione pasticcera napoletana in Giappone; che oltre all’amore e l’arte nel creare dolci va ricordato per la passione per il teatro.


Nella storica bottega nel cuore di Napoli, oggi troviamo Armando Scaturchio, figlio e nipote di Maestri pasticceri, che continua la tradizione familiare con la stessa passione creando capolavori della sua “arte”. La famiglia Scaturchio da più di un secolo detiene la ricetta del Presidenziale, un medaglione dolce di purissimo cioccolato fondente con un cuore di crema di nocciola, ricotta e liquore all’arancia.