Il caffè sospeso, una tradizione tutta napoletana

“Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo”

(Luciano De Crescenzo)

L’usanza del “caffè sospeso” o “caffè pagato” è un’usanza tutta partenopea, nata intorno agli inizi del XX secolo, in un periodo di forte ristrettezza economica in cui, coloro che potevano permetterselo, potevano consumare un caffè pagandone due e lasciando, così, un caffè “sospeso”, ovvero già pagato per uno sconosciuto, un familiare o un amico, che non aveva la possibilità di concederselo. 

Un’altra versione della leggenda racconta che la consuetudine del caffè sospeso è nata perché, quando si andava al bar in gruppo, con amici o parenti, nascevano spesso discordie sul conto e si finiva per pagare anche caffè che nessuno aveva ordinato; in questo caso si lasciava una consumazione a beneficio del cliente successivo. Nel tempo il gesto è diventato il simbolo delle persone particolarmente felici o di buon umore che, per iniziare bene la giornata, bevevano un caffè e ne pagavano due, per chi sarebbe entrato dopo.

Offrire un caffè ad uno sconosciuto era, ed è tutt’oggi, l’esempio più lampante della generosità napoletana. Molti scrittori e filosofi hanno raccontato la bellezza del gesto del caffè sospeso, come appunto Luciano De Crescenzo, e si dice che anche Antonio De Curtis, in arte Totò, ne fosse un accanito sostenitore, distintosi sempre per la sue generosità, pare che lasciasse fino a 10 caffè sospesi in diverse caffetterie, quasi ogni giorno. Nel corso degli anni, la tradizione del caffè sospeso è stata abbandonata.

Oggi tutti possono permettersi un caffè; sembrerebbe, quindi, che non ve ne sia più bisogno, ma la tradizione è tornata ad essere di moda negli ultimi anni e non solo a Napoli, ma anche in molte città italiane e anche straniere. È stata testata con successo anche in alcuni bar di Newcastle (Irlanda) della Spagna, Canada, Francia e Argentina, dove c’è una variante propria chiamata “Empanada Pendiente” ed ha ispirato altre forme solidali simili come il “libro sospeso”, nata a Palermo nel 2010 e la “rete del caffè sospeso”, una community che si occupa della diffusione di arte e cultura attraverso una serie di eventi che si tiene proprio nei bar e nelle caffetterie.  

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